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Proteggere i propri bitcoin: la guida pratica

La maggior parte delle perdite di bitcoin nasce da un conto protetto male o da una truffa, non da un attacco sofisticato. Bastano poche abitudini per evitarle.

Della redazione di ComprareBitcoins.it ·

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Proteggere i bitcoin: autenticazione a due fattori e wallet

Partire da una piattaforma autorizzata

Il primo passo è scegliere un operatore autorizzato secondo MiCA. Potete verificarlo nel registro MiCA dell’ESMA; per gli operatori italiani c’è anche la Consob, che ha autorizzato il primo CASP italiano nel 2026. Un operatore senza autorizzazione può sparire con i vostri fondi senza che nessuno possa intervenire.

Le quattro piattaforme del nostro confronto sono tutte autorizzate. Diffidate di siti che promettono rendimenti garantiti o che non compaiono in nessun registro.

Controllate anche l’indirizzo del sito: deve essere esattamente quello della piattaforma, non una variante con una lettera in più. Salvatelo tra i preferiti e usate sempre quello, oppure l’app scaricata dallo store ufficiale.

Proteggere il conto

Password e e-mail

Usate una password lunga e unica, mai usata su altri siti. Un gestore di password vi aiuta a ricordarle. Proteggete anche la casella e-mail collegata al conto: chi la controlla può reimpostare la password della piattaforma.

Proteggere il conto
Illustrazione: ComprareBitcoins.it, illustrazione propria

Non usate la stessa password per l’e-mail e per la piattaforma. Attivate la verifica in due passaggi anche sulla casella e-mail, perché è l’anello debole che i truffatori cercano per primo.

L’autenticazione a due fattori

La 2FA chiede, oltre alla password, un codice generato da un’app sul telefono o una chiave fisica. Gli SMS sono meglio di niente ma restano vulnerabili allo scambio di SIM, una truffa in cui il criminale si fa intestare il vostro numero. Scegliete un’app di autenticazione o una chiave di sicurezza.

Conservate i codici di recupero su carta, in un luogo sicuro: se perdete il telefono vi serviranno per rientrare nel conto.

Attivate la 2FA prima di depositare il primo euro, non dopo. Molte piattaforme la chiedono anche per confermare i prelievi e per cambiare i dati del conto: lasciate attive tutte queste conferme, anche se aggiungono qualche secondo a ogni operazione.

I prelievi

Molte piattaforme permettono di limitare i prelievi a indirizzi già approvati o di chiedere una conferma in più. Attivate queste opzioni: anche se qualcuno entra nel conto, non potrà spostare i bitcoin verso un suo wallet.

Fate sempre un piccolo prelievo di prova quando inviate bitcoin a un nuovo indirizzo. Controllate i primi e gli ultimi caratteri dell’indirizzo dopo averlo incollato: alcuni virus sostituiscono l’indirizzo copiato con quello del truffatore.

Dove custodire i bitcoin

Lasciare i bitcoin sulla piattaforma

È la soluzione più semplice: la piattaforma custodisce le chiavi per voi. Con un operatore autorizzato il rischio è contenuto, e alcuni offrono servizi in più, come il regime amministrato di CheckSig. Lo svantaggio: non avete il controllo diretto delle chiavi, e un conto violato espone tutto il saldo.

Per molti risparmiatori che comprano piccole somme ogni mese, lasciare i bitcoin su una piattaforma autorizzata e ben protetta è una scelta ragionevole. L’importante è che il conto sia protetto con 2FA e che sappiate quali garanzie offre l’operatore.

Wallet software

Un wallet software è un’app sul telefono o sul computer che custodisce le vostre chiavi. Il controllo è vostro, ma il dispositivo è connesso a internet e quindi esposto a virus e furti. Va bene per importi piccoli o per l’uso quotidiano.

Se usate un wallet software, tenete aggiornato il telefono, installate app solo dagli store ufficiali e proteggete l’app con un PIN. Non tenete sul wallet del telefono più di quanto terreste nel portafoglio.

Wallet hardware

Un wallet hardware è un piccolo dispositivo che tiene le chiavi offline e firma le operazioni senza esporle. È la soluzione più sicura per importi importanti. Piattaforme come Bitpanda permettono di trasferire i bitcoin sul proprio wallet; i costi di rete variano secondo la piattaforma.

Comprate il dispositivo solo dal sito del produttore o da un rivenditore autorizzato, mai usato. Al primo avvio deve generare una frase di recupero nuova: se arriva con una frase già scritta, è una truffa. Un wallet hardware costa qualche decina di euro, una spesa che ha senso quando i bitcoin valgono molto di più.

La frase di recupero

Ogni wallet personale genera una frase di recupero di 12 o 24 parole. Chi la conosce controlla i vostri bitcoin. Scrivetela su carta o su una piastrina di metallo, conservatela in un luogo sicuro e non fotografatela, non salvatela nel cloud, non scrivetela in una chat. Se la perdete e il dispositivo si rompe, i bitcoin sono persi per sempre.

Custodire i bitcoin
Illustrazione: ComprareBitcoins.it, illustrazione propria

Valutate di conservarne due copie in luoghi diversi, per proteggervi da incendi o allagamenti. Pensate anche agli eredi: qualcuno di fiducia deve sapere che i bitcoin esistono e come recuperarli, senza però avere accesso alla frase prima del tempo.

Riconoscere le truffe

Le truffe più diffuse

Falsi consulenti che vi contattano sui social o su WhatsApp promettendo guadagni facili. Finti operatori dell’assistenza che chiedono password, codici 2FA o la frase di recupero. Siti clonati, con un indirizzo quasi uguale a quello vero. Investimenti con rendimenti garantiti. Nessuna piattaforma seria vi chiederà mai codici o password.

Una variante molto diffusa è la finta piattaforma di investimento: vi mostra guadagni crescenti su un sito che sembra professionale, ma quando chiedete di prelevare vi chiede di pagare tasse o commissioni anticipate. È sempre una truffa: non versate altro denaro.

Come difendersi

Digitate sempre voi l’indirizzo del sito o usate l’app ufficiale. Non installate programmi di controllo remoto su richiesta di sconosciuti. Se avete dubbi, interrompete la conversazione e contattate la piattaforma dai canali ufficiali. Ricordate che una transazione in bitcoin non si può annullare.

Diffidate anche degli annunci con personaggi famosi che consigliano un investimento in bitcoin: sono quasi sempre falsi e portano a siti non autorizzati. Prima di inviare denaro, cercate il nome dell’operatore nei registri ufficiali.

Parlatene anche in famiglia: le truffe colpiscono spesso chi è meno abituato al digitale.

Cosa fare se qualcosa va storto

Se sospettate un accesso non autorizzato, cambiate subito password ed e-mail, disattivate le sessioni aperte e avvisate la piattaforma per bloccare i prelievi. Denunciate il fatto alla Polizia Postale e conservate tutte le prove: messaggi, indirizzi, transazioni. Agire in fretta aumenta le possibilità di limitare il danno.

Diffidate di chi, dopo una truffa, promette di recuperare i fondi in cambio di un pagamento: è spesso la seconda parte della stessa truffa. Le autorità e la piattaforma sono gli unici interlocutori da contattare.

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Domande frequenti

Qual è la migliore autenticazione a due fattori?

Un’app di autenticazione o una chiave di sicurezza fisica. Gli SMS sono più vulnerabili allo scambio di SIM.

Conviene lasciare i bitcoin sulla piattaforma?

Per importi piccoli e con un operatore autorizzato va bene. Per importi importanti un wallet hardware è più sicuro.

Cos’è la frase di recupero?

Una serie di 12 o 24 parole che permette di ricostruire il wallet. Chi la conosce controlla i bitcoin: non condividetela mai.

Una piattaforma può chiedermi la password al telefono?

No. Nessun operatore serio chiede password, codici 2FA o frase di recupero. Chi lo fa è un truffatore.

Come verifico che una piattaforma sia autorizzata?

Cercatela nel registro MiCA dell’ESMA o tra gli operatori autorizzati dalla Consob.